Inspire 1 e Phantom 3 a terra in molte zone d’Italia con l’imminente GEO System

La fine del 2015 e l’inizio del 2016 non sono decisamente a favore di chi in Italia vola per divertimento con i cosiddetti droni ma vi sono difficoltà anche per chi li usa per lavoro aereo.

A ridosso del Natale l’ ENAC ha emendato il regolamento con effetto immediato vietando agli aeromodellisti di volare all’interno delle CTR, per semplificare: zone di controllo che fanno da raccordo tra aeroporti e aerovie e che si estendono per decine e decine di km, in molti casi partendo dal suolo.

In questi giorni la DJI ha attivato in beta il sistema di geofencing GEO System annunciato a novembre. Si può già vedere come funziona e valutarne gli effetti per chi vola in Italia.

Il GEO System sarà implementato a breve con aggiornamento della DJI GO e inizialmente interesserà i droni che utilizzano tale app, per ora il Phantom 3, l’ Inspire 1 e il Matrice 100. 

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COME FUNZIONA

Su app o su internet all’indirizzo: http://www.dji.com/flysafe/geo-system/unlock è presente una mappa mondiale basata su google maps  dove sono indicate le zone verdi gialle e rosseNelle zone non colorate si può volare liberamente rispettando il relativo regolamento ENAC. 

Nelle zone verdi il Phantom 3 e gli altri droni DJI voleranno normalmente, ma la segnalazione indica che bisogna fare attenzione alla presenza di eventuali limitazioni di quote e distanze da tenere oltre che ad eventuali divieti locali. 

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Nelle zone gialle il Phantom non volerà. Le zone gialle sono tipicamente CTR, ATZ e altre aree regolamentate come i parchi naturali in cui per volare legalmente è necessario avere i relativi permessi dall’ ENAC e da altri enti. Una volta ottenuti è possibile sbloccare e far decollare il drone DJI per tre giorni cliccando sull’area gialla in cui si vuole volare, inserendo la data del volo e indicando il numero di serie del mezzo. Per fare questo è necessario avere un account registrato DJI

Le zone rosse sono aree interdette al volo, zone che circondano carceri e altre strutture sensibili, in cui non solo i droni DJI non riusciranno a volare ma non si potrà neppure sbloccarli. Staranno semplicemente a terra volenti o nolenti anche nel caso si disponesse di autorizzazione ENAC, per come è concepito il GEO System attualmente.

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L’ IMPATTO DEL GEO SYSTEM DJI IN ITALIA

Abbiamo analizzato il geo system della DJI e per l’ Italia lo abbiamo trovato piuttosto impreciso. Partiamo dalle ATZ, le aree che circondano gli aeroporti e che in genere sono colorate in giallo dalla DJI, in moltissimi casi sono molto più ampie di quanto previsto dalle cartine aeronautiche ufficiali Italiane. Anche le CTR (  aree gialle alcune anche verdi ) a volte sono disegnate in modo impreciso. Comunque sia, molte zone grandi quasi come regioni sono gialle e richiedono lo sblocco. Perfino ampi tratti di mare al largo di Liguria, Centro e Sud Italia

imperia rossa

Molto numerose le zone rosse dove non si riuscirà a volare. Ad esempio la città di Imperia è praticamente interdetta al volo a causa della presenza del carcere, l’area rossa è talmente ampia che occupa quasi tutta la città. A Sanremoil carcere è sulle colline della valle Armea ma la DJI lo segnala spostato di qualche km con il risultato che in ampie porzioni di zone agricole / entroterra anche se poco abitate o non popolate sarà impossibile decollare con un drone DJI.

ANCHE CHI E’ AUTORIZZATO ENAC NON RIUSCIRA’ A VOLARE NELLE ZONE ROSSE

Brescia_rossa

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Discorso simile per molte altre zone e città d’ Italia, questo determinerà moltissime difficoltà anche a chi è in regola con ENAC per svolgere lavoro aereo, perchè in quelle zone l’ APR basato su un drone DJI non decollerà e non ci sarà modo di sbloccarlo. A meno di suggerimenti accolti dalla DJI con relativi cambiamenti in proposito, per come stanno le cose con il GEO System  l’ispezione di un edificio in molte zone di Brescia non si riuscirà a svolgere  se si utilizzerà un drone DJI, anche se l’operazione sarà autorizzata ENAC

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